Continua l’azione dell’industria cosmetica su governo e istituzioni per chiedere l’apertura in zona rossa di acconciatori ed estetisti

Cosmetica Italia è stata ascoltata ieri dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato nell’ambito del ciclo di audizioni che avviano l’iter di conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2021, n.44 (Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici – A.S. 2167) per dire no alla chiusura in zona rossa di acconciatori ed estetisti.

L’associazione nazionale delle imprese cosmetiche continua, infatti, su più tavoli di confronto, a far sentire la voce dell’industria: oltre 600 aziende associate, rappresentative di un settore che nel 2020 ha registrato un fatturato superiore ai 10,5 miliardi di euro; un valore che sale a 33 miliardi considerando l’intero sistema economico della filiera e i suoi 400mila addetti.

A istituzioni, referenti dei comitati tecnici ed esponenti del governo Cosmetica Italia non smette di chiedere di garantire l’apertura di saloni di acconciatura e centri estetici sull’intero territorio nazionale, zone rosse incluse: si tratta, infatti, di attività  (130mila per oltre 263mila operatori in Italia) che hanno dimostrato di poter proseguire in sicurezza, grazie a protocolli anti-contagio aggiuntivi rispetto alle consolidate norme igienico-sanitarie e al contingentamento degli ingressi, gestiti su appuntamento.

«L’apertura di queste attività – commenta il presidente di Cosmetica Italia Renato Ancorotti – che non sono fruibili diversamente, in quanto direttamente legate al lavoro degli artigiani che le portano avanti, garantirebbe un presidio sicuro ed essenziale per il benessere dei cittadini, contro l’esercizio abusivo della professione, fenomeno stimolato dalle chiusure imposte a seguito del Dpcm del 2 marzo 2021».

 Fin dallo scoppio dell’emergenza il settore ha offerto il proprio contributo attraverso numerose azioni: dalla donazione di detergenti e igienizzanti, alla conversione di intere linee produttive, alla raccolta di fondi per le strutture sanitarie.

Cosmetica Italia stessa ha collaborato con istituzioni, imprese associate e operatori del settore per garantire l’accesso ai prodotti cosmetici e di igiene personale e la continuità dei servizi di cura della persona.

I rappresentanti dell’industria cosmetica da tempo chiedono l’eliminazione della restrizione che impone le saracinesche abbassate in zona rossa a saloni di acconciatura e centri estetici.

La misura, di fatto, penalizza ingiustamente attività essenziali per rispondere alle esigenze di igiene e di benessere della popolazione e che godono della fiducia dei clienti, per questo occorre garantirne la stabile riapertura sull’intero territorio nazionale.