Il marketing ban entra in vigore

 

Oggi, con l’entrata in vigore del divieto di commercializzazione (marketing ban), si conclude il processo di progressiva eliminazione dei test su animali per scopi cosmetici.

È questo l’ultimo atto di una serie di azioni iniziate nel 2004 con le quali in Europa si è vietato di testare prodotti cosmetici finiti su animali e fa seguito a quello del 2009 che ha esteso il vincolo anche agli ingredienti.

Unipro e l’industria cosmetica italiana si assumono l’impegno sia di rispettare queste disposizioni sia di continuare lo sviluppo di test alternativi di cui potranno beneficiare anche altri settori industriali.

La decisione della Commissione Europea, tuttavia, non considera pienamente lo stato dell’arte nella ricerca che deve ancora vincere alcune complesse sfide in aree dove i test alternativi non sono disponibili. Questo divieto si porrà come freno all’innovazione per l’industria cosmetica italiana ed europea negando in futuro solo ai consumatori europei l’accesso a nuovi cosmetici innovativi.

«L’industria cosmetica – commenta Maurizio Crippa, direttore generale di Unipro – è impegnata nell’eliminazione della necessità di testare su animali e ha investito in misura consistente nella ricerca di metodi alternativi».

«La cosmesi – aggiunge – è un settore chiave in Europa che necessita di una strategia di crescita e innovazione; ciò comprende un continuo impegno nell’incoraggiare lo sviluppo di metodi alternativi. Adottando il bando senza condizioni la Commissione limita la potenzialità di innovazione dell’industria, in particolare delle piccole e medie imprese, oltre a rendere meno efficace il suo impegno ad un approccio legislativo motivato da scienza e conoscenza, nonché dalla strategia di innovazione legata al programma EUROPA 2020».

Crippa sottolinea inoltre il continuo apporto dell’industria cosmetica italiana ed europea nel lungo termine per porre definitivamente fine all’animal testing su scala globale. «L’impegno profuso dalla nostra industria è solido e largamente riconosciuto. Continuiamo a investire nella ricerca di metodi alternativi adeguati. Questo programma da lungo tempo è stato un elemento chiave per migliorare il benessere degli animali e ha offerto risultati concreti di cui ora possono beneficiare molti settori industriali».